Wearable technologies a tavola: niente di più possibile

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15 giugno 2015

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Quante volte avrete sentito pronunciare la frase “Sei quello che mangi”? Tante, vero?
Nonostante questo, ancora molte persone ignorano l’importanza di un corretto stile alimentare per rimanere in salute. Sicuramente, una costante attività fisica può aiutare a mantenersi in forma, tuttavia non è abbastanza. È importante anche sapersi dare dei limiti, facendo attenzione alla qualità e alla quantità del cibo che si assume. La vera difficoltà in questo caso è imparare a non mentire a se stessi.
Alzi la mano chi non ha mai inserito dati – più o meno – “edulcorati” nelle tante app oggi disponibili per controllare il proprio peso corporeo? Per questi motivi, sfruttando le innumerevoli potenzialità connesse alle wearable technologies, sono stati inventati diversi dispositivi che permettono di controllare quanto stiamo mangiando senza doverci preoccupare di inserire dati, fare calcoli oppure mentire all’app di turno.

L’Internet of Things, attraverso lo sviluppo di tecnologie “indossabili”, sta diventando una realtà sempre più concreta anche in ambiti apparentemente impossibili da raggiungere, come appunto quelli legati al settore del food e del benessere.
Bite Technology, società fondata nel 2009 in Sud Carolina, ha lanciato poco tempo fa un braccialetto che permette di contare quante volte chi sta mangiando porta le posate alla bocca. Impostando alcuni dati di default, come ad esempio la tipologia di alimento che si sta assumendo, il braccialetto stima quante calorie sono state assunte durante il pasto, fornendo un feedback in real time su quanto si sta mangiando. Se pensate che sia troppo, immaginate l’impatto che questo braccialetto può avere nell’aiutare persone con problemi di obesità – o simili – permettendo di ritrovare uno stile alimentare corretto. Anche Happy Lab, società statunitense nata nel 2013 ha pensato di inventare HAPIfork, una forchetta elettronica che permette di tenere traccia degli alimenti assunti durante i pasti. HAPIfork ha un sensore al suo interno che dà un avviso nel momento in cui si sta mangiando troppo oppure troppo velocemente, fattore che secondo recenti studi porta a perdere il controllo sulla quantità di cibo in tavola, pronta per essere addentata.

Tornando al mantra “Sei quello che mangi”, è importante conoscere quali sono gli ingredienti che compongono gli alimenti di cui ci nutriamo, soprattutto se si hanno allergie o intolleranze. Per questi motivi, TellSpec, società canadese, ha recentemente lanciato una campagna su Kickstarter per promuovere un device che può essere utilizzato per analizzare la composizione degli alimenti in meno di 20 secondi. Il segreto? Al suo interno si nascondono un laser spettroscopico, nanofotonico e un algoritmo.

Insomma, l’applicazione delle wearable technologies a settori quali quello del food e del wellness può sicuramente offrire nuovi spunti per essere facilitati nel perseguire uno stile di vita sano, sensibilizzando ognuno di noi verso la scelta di cibi di qualità, riscoprendo il piacere di mangiare meglio. Senza dubbio, strumenti come forchette e braccialetti intelligenti non devono farci perdere il piacere di una cena fra amici, ma devono essere considerati come nuove opportunità per guidarci verso un’alimentazione migliore. Perché “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”.