Le aziende invisibili

Books, Research & Publications

11 aprile 2014

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“Le tue aziende non esistono, Deckard. Basta raccontare balle. So bene che la Corporation sta marcendo, minata dalla vanità che uccide il talento, dall’invidia che diventa mobbing, dall’ambizione di una dirigenza psicolabile e demente. Perché non mi parli di questo?”

E (anche) di questo narra il “romanzo a colori” Le Aziende In-Visibili, impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini e scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura “made in Italy” virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.Da una parte, infatti, ogni episodio è concepito quale travestimento di una delle Città; dall’altra, i sogni, le emozioni, le visioni dei personaggi danno vita ad una storia liquida, scaturente dalla conversazione fra l’Amministratore Delegato di una Corporation e il suo Direttore del Personale, riscrittura dei dialoghi calviniani fra Marco Polo e l’Imperatore Cinese.

In accordo con la riflessione sullo Humanistic Management sviluppata da Marco Minghetti (ideatore e coordinatore dell’opera, nonchè autore di alcuni episodi), la struttura del volume riflette la molteplicità dei piani comunicativi: come in un impossibile “ipertesto barocco”, il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Una scrittura mutante, che travalica le distinzioni fra scrittori e manager, fra sociologi e attori, fra filosofi ed economisti, fra musicisti e designer.